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Le carmelitane

Rai Radio 2 (2004)

Traduzione e adattamento: Roberto Buffagni
Musiche: Alessandro Nidi
Regia: Cristina Pezzoli

Personaggi e interpreti in ordine di entrata:
Il Marchese De La Force: Antonio Casagrande
Il Cavaliere, suo figlio: Peppino Mazzotta
Bianca, sua figlia: Isabella Ferrari
Madame De Croissy, priora del Carmelo di Compiegne: Valentina Fortunato
Madame Lidoine, nuova priora del Carmelo di Compiegne: Ilaria Occhini
Madre Maria dell’incarnazione, vice priora: Maria Paiato
Suor Costanza di San Dionigi, suora postulante: Claudia Coli
Suor Gertrude e suor matilde, suore del Carmelo: Elena Fanucci, Alessia Innocenti
Il cappellano del Carmelo: Maurizio Donadoni
Antoine Quentin Fouquier Tinville, pubblico accusatore del tribunale rivoluzionario: Valerio Binasco
Il commissario: Aram Kian
Il Signor Javelinot, medico: Giancarlo Ratti

In nome del popolo, In nome di Dio
I dialoghi delle carmelitane nella messa in scena radiofonica di Cristina Pezzoli.

Pubblicato postumo nel 1949, a un anno dalla morte del suo autore Georges Bernanos, “Dialoghi delle Carmelitane” prende spunto da una novella di Gertrud von Le Fort intitolato “L’ultima al patibolo” che narra la storia vera delle 16 Carmelitane arrestate, processate e ghigliottinate il 17 luglio 1794 a Parigi “per aver tenuto conciliaboli antirivoluzionari, mantenuto corrispondenze fanatiche e conservato scritti liberticidi”.
Nell’adattamento radiofonico, realizzato da Roberto Buffagni che ha curato anche la traduzione, l’opera originale (della durata di circa 4 ore) e’ stata sintetizzata in 1ora e 45 minuti.

La regia di Cristina Pezzoli, tra le poche donne-regista italiane, e direttore artistico dell’Associazione Teatrale Pistoiese, ha posto l’accento soprattutto sul conflitto tra due visioni all’interno del testo: quella piu’ “pacifista” della Madre Priora Madame Lidoine, interpretata da Ilaria Occhini, e quella piu’ “pasionaria” di Madre Maria dell’Incarnazione, interpretata da Maria Paiato, per la quale l’unica scelta possibile in quel momento storico era quella del martirio.

La Pezzoli ha voluto dare alla voce di Madre Maria un accento straniero, vagamente ceceno, slavo, per sottolineare la volitivita’ di questo personaggio-chiave (anche voce narrante, in un lungo flash-back, di tutta la vicenda) rispetto alle scelte di tutte le altre consorelle. “E’ certo un azzardo – dice la regista – avvicinare quel martirio ai martiri di oggi, ma sicuramente ci sono dei legami. Come molti, ad esempio, sono rimasta impressionata dall’aspetto di suore nere delle guerrigliere cecene che furono artefici dell’attentato al Teatro di Mosca“. Nell’allestimento radiofonico e’ stata inserita una scena (che non c’e’ nel testo originale) presa dagli atti del processo realmente avvenuto, in cui alle provocazioni del giudice Antoine Quentin Fouquier Tinville, noto come il boia della Rivoluzione ( interpretato da Valerio Binasco), la Madre Priora, che si e’ opposta per tutta la vicenda al martirio, risponde al Giudice non con parole di conciliazione, e non vi si sottrae. D’altronde, e’ altrettanto vero storicamente che le Carmelitane abbiano parodiato la Marsigliese con dei versi religiosi. “Quello che mi ha maggiormente colpito e’ che al centro di questo testo – dice la Pezzoli – c’e’ la scelta di una comunita’ in un momento storico drammatico, in cui si pone il problema di cosa contrapporre alla logica del sangue e della sopraffazione, e di come la fede e la non azione possano influenzare l’andamento del mondo“.

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