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Educazione siberiana

educazione_siberiana_posterRegia: Gabriele Salvatores
Sceneggiatura: Stefano Rulli, Sandro Petraglia, Gabriele Salvatores
Attori: John Malkovich, Arnas Fedaravicius, Vilius Tumalavicius, Eleanor Tomlinson, Peter Stormare
Genere: Drammatico
Fotografia: Italo Petriccione
Montaggio: Massimo Fiocchi
Produzione: Cattleya e Rai Cinema, Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini e Marco Chimenz
Distribuzione: 01 Distribution
Cast: John Malkovich, Peter Stormare, Eleanor Tomlinson, Andrius Paulavicius, Donatas Simukauskas, Giedrius Nagys, Arnas Fedaravicius, Vilius Tumalavicius, Antanas Surgailis, Riccardo Zinna, Vitautas Rumshas, Kestutis Jakstas, Vaidas Kublinskas, Jonas Trukanas, Marek Toth, Edaward Saszko, Donatas Vaisnoras, Giedrius Savickas, Marijus Bagdonavicius, Denisas Kolomyckis, Jokubas Bareikis, Zilvinas Tratas, Daiva Stubraite, Airida Gintautaite, Dainius Jankauskas, Juozas Gaizauskas, Vitalij Porshnev, Aleksandr Spilevoj, Paulius Tamole, Pijus Grude, Ramunas Simukauskas, Julius Zalakevicius, Jonas Cepulis, Aleksas Martinkus, Paulius Markevicius, Arvydas Lebeliunas, Viktoras Karpusenkovas, Erikas Zaremba, Arnas Sliesoraitis, Ernestas Markevicius, Mindaugas Ancevicius, Aram Kian, Jokubas Bateika.

“L’educazione siberiana” è uno strano tipo di “educazione”. E’ un’educazione criminale, ma con precise e, a volte sorprendentemente condivisibili, regole d’onore. La storia si svolge in una regione del sud della Russia e abbraccia un arco di tempo che va dal 1985 al 1995. In quegli anni avviene uno dei più importanti cambiamenti della nostra storia contemporanea: la caduta del muro di Berlino e la conseguente sparizione dell’Unione Sovietica con tutto quello che questo evento ha poi comportato nei rapporti economici e sociali dell’intero pianeta. Ispirato all’omonimo romanzo di Nicolai Lilin (edito da Einaudi), in cui l’ autore racconta la sua infanzia e la sua adolescenza all’interno di una comunità di “Criminali Onesti” siberiani, così come loro stessi amano definirsi, il film racconta la storia di ragazzi che passano dall’infanzia all’adolescenza, e della comunità in cui sono cresciuti, rappresentando, attraverso un microcosmo molto particolare, una storia universale che, al di là delle implicazioni sociali, acquista un significato metaforico che riguarda tutti noi.

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