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Crisi Cap. 1 – Laboratorio di scrittura

July 20, 2012 | Posted By: | Attore · Teatro |

Nave Scuola_CRISI | Laboratorio di scrittura condotto da Fausto Paravidino
Teatro Valle in Via del Teatro Valle 21, Roma | Dal 20 al 31 luglio 2012.

Il laboratorio è finalizzato alla scrittura di un testo che farà parte di una ideale trilogia sulla crisi. Per crisi intendiamo la crisi economica che stiamo attraversando e della quale si fa tutti un gran parlare. Naturalmente non è solo l’aspetto economico di questa crisi che ci interessa. Quello economico è il più dibattuto e se ne parla come se fosse il solo ma non lo è. Se, come sembrerebbe, la crisi non è passeggera ma sistemica, l’aspetto economico è un aspetto, apparentemente il più evidente, di una crisi culturale, una crisi del nostro modo di intendere i rapporti interpersonali, i rapporti di lavoro, le nostre relazioni economiche e sociali. Se questa crisi sia una crisi globale questo non lo sappiamo, ma è con ogni evidenza per lo meno una crisi del mondo occidentale, il nostro. Questa è la materia che vogliamo studiare e, dato che il Teatro Valle è un Teatro e che noi ci occupiamo di Teatro, la modalità del nostro studio sarà di tipo teatrale e la finalità del nostro studio sarà la rappresentazione. Laboratorio Abbiamo discusso molto in questo anno di occupazione di Drammaturgia e Drammaturgie, un po’ in senso stretto, un po’ in senso lato. Senza far troppo gli originali, ci sembra il caso, tanto per cominciare, di partire dalla scrittura. Parlando insieme di Vocazione del Teatro Valle che vorremmo abbiamo finora trovato il massimo accordo su un progetto di teatro che metta al centro del suo lavoro la drammaturgia (o le drammaturgie) e la formazione, ed è su questa idea di massima che stiamo cercando di articolare il progetto di questa creazione. Non sappiamo e non possiamo prevedere quale sarà l’esito del laboratorio. Vorremmo che fosse un primo passo per intraprendere un percorso di scrittura non necessariamente collettivo, ma condiviso sì. Temi Ci sono dei temi e delle domande che vogliamo affrontare come punto di partenza del nostro lavoro sulla crisi. Naturalmente ci interessa l’economia. L’economia, per come è diventata ora, è molto difficile da comprendere e abbastanza complessa da spiegare. È drammatizzabile? In quale modo non documentario si può produrre un racconto a partire dall’indagine delle regole della finanza globale senza necessariamente ambientare la nostra commedia a Wall Street (cosa che peraltro nessuno ci vieta)? Ci interessa la religione. Ci interessa perché è il sistema economico occidentale ad essere in crisi, quindi quello nato in seno alle culture cristiana ed ebraica. Ci interessa perché nel parlare della crisi di un intero sistema non potremo prescindere da un dibattito etico sul bene e sul male, e la religione produce bellissime favole sul bene e sul male. Ci interessa il gran teatro. Abbiamo l’impressione che la drammaturgia contemporanea a partire dalla seconda metà del ‘900 abbia assunto (con alti e bassi) un ruolo sempre più marginale rispetto alla funzione sociale del teatro. Non sappiamo se sia stata marginalizzata dalla moda imperante della rilettura dei classici o se si sia marginalizzata da sé per amor dell’intimismo. Fatto sta che i tentativi predominanti di uscire dalle pareti anguste del kitchen drama sono l’astrazione e la narrazione, e la mancanza di mezzi (e di pubblico) rischiano di essere non solo una disgrazia ma, peggio, un alibi per pensare ad un teatro piccolo. Proveremo a pensare ad un teatro grande, ci sembra che il Valle ce lo chieda.
(Fausto Paravidino)

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